La parità di genere nel mondo del lavoro è oggi uno dei temi più rilevanti nel dibattito economico e sociale. Oltre a voler ridurre il cosiddetto gender gap, ovvero il divario tra uomini e donne in diversi ambiti della vita sociale ed economica, ha il fine di promuovere modelli di sviluppo più equi e sostenibili.
Secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum, al ritmo attuale potrebbero essere necessari ancora oltre cento anni per raggiungere una piena parità a livello globale. In Italia il tema assume contorni particolarmente significativi. Il tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro resta tra i più bassi dell’Unione Europea e molte donne continuano a incontrare ostacoli nel percorso professionale, spesso legati a fattori culturali e organizzativi. Tra questi rientrano stereotipi ancora radicati che influenzano le scelte professionali, una maggiore diffusione del lavoro part-time tra le donne e una difficoltà nel conciliare carriera e responsabilità familiari. Per superare queste barriere è necessario un cambiamento culturale anche all’interno delle aziende. Un esempio sono le politiche di welfare, strumenti di conciliazione tra vita professionale e privata, supporto alla genitorialità e modelli organizzativi più flessibili rappresentano leve fondamentali per favorire una partecipazione più equilibrata al mercato del lavoro.
Negli ultimi anni sempre più imprese hanno iniziato a investire in politiche di inclusione, diversity e valorizzazione dei talenti femminili, riconoscendo come ambienti di lavoro più equi possano contribuire non solo al benessere delle persone, ma anche alla competitività delle organizzazioni. Le aziende che promuovono ambienti inclusivi tendono infatti a registrare maggiore capacità di attrarre e trattenere talenti, miglioramento del clima organizzativo, aumento della produttività e rafforzamento della reputazione aziendale. In questo scenario assume un ruolo centrale la certificazione UNI/PdR 125:2022, uno strumento che aiuta le imprese a strutturare politiche e processi orientati alla parità di genere attraverso un sistema di indicatori misurabili e un monitoraggio continuo delle performance.
In questa direzione si inserisce anche il percorso intrapreso da GMDE a partire dal 2024, con l’obiettivo di promuovere un ambiente di lavoro sempre più inclusivo e orientato alle pari opportunità. Nel luglio 2025 l’azienda ha superato con successo l’audit di sorveglianza previsto dalla certificazione UNI/PdR 125:2022, registrando inoltre un miglioramento dell’indice di valutazione rispetto all’anno precedente. Un risultato che testimonia l’impegno concreto nel consolidare politiche e pratiche aziendali dedicate alla parità di genere.
Il progetto si inserisce in una visione più ampia centrata sulla valorizzazione delle persone e sulla costruzione di un contesto professionale in cui competenze e talento possano esprimersi indipendentemente dal genere. Negli ultimi mesi GMDE ha monitorato con attenzione le sei aree di valutazione previste dalla certificazione, che riguardano:
cultura e strategia aziendale
governance
processi HR
opportunità di crescita e inclusione delle donne
equità retributiva
tutela della genitorialità e conciliazione tra vita professionale e privata
Questo percorso di analisi e miglioramento continuo rappresenta un passaggio fondamentale in vista del prossimo audit annuale e contribuisce a rafforzare un modello organizzativo sempre più attento all’inclusione e alla valorizzazione delle diversità.
Per GMDE, investire nella parità di genere significa non solo rispondere a un principio etico e sociale, ma anche valorizzare competenze diverse e creare le condizioni per affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato, costruendo un’organizzazione più solida, attrattiva e sostenibile nel tempo.
Il progetto è stato sostenuto grazie al contributo dell'Unione Europea e degli altri Enti Nazionali collegati
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